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  • Chirurgia estetica fuori dall’Italia: Vantaggio?

    Chirurgia estetica fuori dall’Italia: Vantaggio?

    Il turismo finalizzato a ricevere prestazioni sanitarie prevalentemente chirurgiche è in crescita in tutta Europa e anche nel nostro paese. Sono un numero crescente i pazienti che decidono di rivolgersi a chirurghi estetici che lavorano in paesi a basso costo. Questo fenomeno è presente anche nel mondo della chirurgia estetica. Si risparmiano molti soldi, per lo meno sulla carta, ma è un vantaggio certo e senza rischi?

    Per una rinoplastica, una liposuzione o un trapianto dei capelli (interventi descritti nel sito chirurgiaesteticavicenza.com, fonte di questo argomento), sono sempre di più i pazienti che hanno scelto di partire dall’Italia per raggiungere paesi dove la chirurgia costa meno e a volte molto meno. I vantaggi più evidenti sono certamente la maggiore privacy ed il risparmio economico. Ma purtroppo ci sono anche molti potenziali svantaggi che possono diventare in alcuni sfortunati casi anche drammatici.

    1) L’ intervento chirurgico consigliato all’estero è adatto a me?

    Il meccanismo di prenotazione e di esecuzione degli interventi è basato sulla forza commerciale delle proposte dei chirurgi “esteri”. Spesso il paziente non viene neppure visitato da un chirurgo se non quando arriva a destinazione. Siamo sicuri che il chirurgo estetico rinunci all’intervento se questo non dovesse essere indicato…?

    2) Ho ricevuto le informazioni necessarie includendo anche i rischi?

    Prima di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica –  nel nostro Paese – è fatto obbligo per il chirurgo informare il paziente sulle possibili complicanze e rischi della procedura desiderata. Non che all’ estero non parlino italiano ma è una questione di serietà professionale non tutelata dalla legge.

    3) Il chirurgo plastico che mi opera è qualificato?

    Anche in Italia è difficile individuare il professionista serio e capace da quello ciarlatano. All’estero il compito sembra essere insormontabile e quindi affidato alla fortuna.

    4) La clinica segue gli adeguati standard sanitari?

    Bisogna avere sufficienti garanzie sui materiali utilizzati e sulle strutture sanitarie in cui si è operati. Non sempre gli standard sono quelli garantiti dalle case di cura italiane».

    5) Che cosa succede in caso di complicazioni post operatorie?

    Questo probabilmente è il punto più pericoloso ed importante. Se la procedura chirurgica non va come dovrebbe, è necessario avere a disposizione una struttura medica capeca di far fronte alla complicazione e poi – qualora si verificasse un danno – rispondere dal punto di vista medico legale.

    Fonte: http://chirurgiaesteticavicenza.com/chirurgia-estetica-allestero-pro-e-contro.html

     

  • In caso di fimosi…circoncisione

    In caso di fimosi…circoncisione

    La fimosi è il restringimento del prepuzio , che rende complicata la scopertura del glande. La cute che ricopre il glande scorre con difficoltà e il disturbo si può manifestare con il pene in erezione e in casi di fimosi severa anche quando il pene non è in erezione. Le terapie per la fimosi comprendono un trattamento medico, che è fondamentale nei casi in cui è accompagnata da processi infiammatori o infezioni. A volte, se il disturbo è lieve, si può curare con la ginnastica dedicata. Se è di una stenosi più radicata, si dovrà scegliere l’ intervento chirurgico di circoncisione.

    I trattamenti medici

    Le terapie mediche per la fimosi sono consigliate a quei casi in cui il la stenosi prepuziale si abbina a infezioni o infiammazioni. Si tratta soprattutto di terapie contro le infezioni, che vengono eseguiti impiegando pomate specifiche , spesso da applicare localmente. Esclusivamente in casi problematici è indicato associare un trattamento con medicine antibiotiche orali. La terapia potrà essere accompagnata da un trattamento anti-infiammatoria a base di cortisonici.
    In presenza di fimosi non è possibile garantire un’igiene totale del glande, conseguentemente si può manifestare un prurito al glande, che è sintomo delle irritazioni. Il prurito intimo nell’uomo può indicare la presenza di infezioni, per questo è opportuno consultare il medico .

    Ginnastica prepuziale

    Nei pazienti meno gravi la questione può curarsi in poco tempo precedendo all’allentamento progressivamente il prepuzio stretto attraverso il ricorso alla ginnastica prepuziale. Questa ginnastica consiste nel attuare una lieve tensione ad allargare nel tessuto cutaneo fimotico conservando la posizione allargata per qualche secondo. Ciò va ripetuto durante 15 min. alternando la trazione a momenti di riposo.

    L’intervento chirurgico di circoncisione

    La procedura chirurgica per la fimosi può consistere nella circoncisione totale o parziale. Nella nella chirurgia totale si rimuove totalmente la cute che ricopre il glande. Nel caso di circoncisione parziale si ha una rimozione parziale della pelle che copre il glande. La circoncisione è un trattamento definitivo, ma ha il fatto lasciare il glande completamente libero. Il soggetto dovrà abituarsi alla nuova sensibilità della mucosa.

    Link utili:

  • Il PRP fa crescere i capelli

    Il PRP fa crescere i capelli

    La innovativa terapia si chiama PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è consiste nell’ infiltrazione nella zona interessata di un estratto autologo di sangue contenente in effetti plasma ad alta densità di piastrine. Il meccanismo di funzionamento di questa terapia è sorprendentemente semplice. Le piastrine sono un importante costituente cellulare del sangue. Le piastrine – che vengono prodotte nel midollo osseo – hanno il compito di innescare i processi di rigenerazione a seguito di traumi o ferite. I responsabili di tali processi sono i fattori di crescita piastrinici.

    Quando viene fatto un prelievo e centrifugato il sangue, una delle parti che viene isolata è il PRP che contiene una elevatissima quantità di piastrine e di fattori di crescita piastrinici. L’effetto è che il PRP è in grado di indurre una rigenerazione dei tessuti molto più veloce rispetto al normale processo di guarigione.
    Grazie a questa virtù la terapia PRP viene sempre più spesso usato in diversi ambiti della medicina e della chirurgia. Ad esempio è efficacemente utilizzato nel trattamento delle ulcere diabetiche, nella cura delle piaghe da decubito, nella terapia a supporto della guarigione delle fratture ossee. Recentemente anche la chirurgia estetica impiega il trattamento PRP per stimolare il ringiovanimento della pelle e la crescita dei capelli.
    Un fattore molto gradito dai sanitari e dai pazienti è la sicurezza del trattamento perché trattandosi di PRP autologo, non ci sono assolutamente rischi collegati a reazioni allergiche o trasmissioni di patologie.

    I fattori di crescita piastrinici sono in grado di attivare le cellule staminali follicolari, responsabili della generazione di capelli nuovi, e di rendere i capelli presenti più resistenti. Il PRP offre ai soggetti soggetti a calvizie una nuova e promettente alternativa nella cura della perdita dei capelli.
    Il trattamento PRP richiede – secondo le recenti ricerche scientifiche – alcune sessioni per raggiungere la stimolazione desiderata e dopo il ciclo di sedute (3 /4) sarà possibile verificare una progressiva ricrescita follicolare. Risulta comunque evidente che il trattamento PRP non offre una trasformazione definitiva della fisiologia dei capelli e conseguentemente sarà opportuno rinnovare dopo qualche anno un nuovo ciclo di sedute.

    Forse non sarà la fine della calvizia ma è una vittoria per la scienza medica e per coloro che soffrono di diradamento dei capelli. È una nuova terapia medica che sfrutta delle virtù rigenerative delle piastrine contenute nel proprio sangue per dare uno stimolo alla ricrescita e indurre un processo di irrobustimento di capelli sottili e indeboliti.

  • Mastoplastica additiva: Ok ma senza esagerare

    Mastoplastica additiva: Ok ma senza esagerare

    Sei insoddisfatta del tuo seno ed intenzionata a ricorrere alla chirurgia per aumentarne il volume? Prima di passare da una seconda ad una quinta riflettici comunque più di un attimo. Sei proprio sicura che, con gli anni, non ti pentirai della tua scelta? I nostri consigli per un seno a prova di tempo e convinzione.

    Negli States aumenta sempre più il popolo delle pentite. Da cosa? Da una mastoplastica additiva fuori misura. L’oggetto del pentimento non è tanto l’essere ricorse al bisturi per ritoccare le dimensioni del proprio seno, quanto esserselo aumentato spropositatamente. Dopo l’eccitazione iniziale nel vedersi con un décolleté ben sodo e gonfiato, che attira irresistibilmente gli sguardi maschili e l’invidia critica femminile, con il tempo queste maggiorate artificiali si sono rese conto che avere una taglia di reggiseno extra large non è poi il massimo della vita. E così, di nuovo dal chirurgo per farsi rimuovere la protesi ora intollerata e (sorpesa!) sostituirla con una di dimensioni più ridotte ed accettabili. Proprio come ha fatto Pamela Anderson, tanto per citare qualcuna di famosa. La penelopea tendenza a fare, disfare e rifare è un po’ una caratteristica femminile, ma dato che qui si parla di interventi chirugici – anche se minimi – come evitare di pentirsi in futuro di una protesi mammaria scelta con azzardato entusiasmo? Ecco i consigli del chirurgo estetico.

    La misura è indicata dal corpo stesso: quella naturale!

    Per non pentirsi della mastoplastica additiva il segreto sta nella scelta di una  protesi proporzionata alla propria silhouette ed adeguata al tipo specifico di tessuti. Il chirurgo  lavora con due cose fondamentali: le aspettative della paziente e ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Il risultato dell’intervento sarà maggiormente apprezzabile quanto più si avvvicina ad entrambi i fattori. Se si è piatte come una tavola, meglio evitare quindi di richiedere al chirurgo un volume di seno spropositato: più grande la protesi e più sottili i tessuti, maggiori saranno le difficoltà di incorrere in delusioni (visibilità dell’impianto, eccessivo aumento del seno durante un’eventuale gravidanza, rilassamento dovuto all’età). Come per tutte le cose, insomma, anche in chirurgia estetica ci vuole  misura e la strada giusta, come spesso avviene, sta nel mezzo.

    La protesi seno che va bene…

    Nella tabella qui sotto sono riportate alcune indicazioni di massima per essere soddisfatte della mastoplastica additiva anche nel lungo periodo:

    • La cute che lo riveste è sottile ed il tessuto mammario minimo > Evitare una protesi di dimensioni eccessive. Questo per non causare un forte stiramento della pelle che potrebbe rendere troppo evidente la protesi. La parte superiore dell’impianto dovrà inoltre essere posizionata in una tasca sotto il muscolo pettorale
    • Seno svuotato (magari a causa di una gravidanza) e pelle rilassata (in eccesso). Tessuto mammario minimo > Rinunciare ad un forte riempimento del seno: meglio optare per una protesi più stretta rispetto al tessuto mammario
    • Cute tesa, tessuto mammario moderato > Sbizzarrirti in una più ampia scelta di protesi di vario formato e larghezza dato che il tuo tessuto mammario é sufficiente a coprire la protesi e a renderla poco evidente
    • Cute molto rilassata, tessuto mammario moderato > Con queste condizioni ci sarebbe spazio per una protesi molto grande, ma la cute non ne sopporterebbe il peso. E’ importante quindi valutare la protesi ideale che consenta di riempire e risollevare adeguatamente il seno

     

    Aumento del seno in 4 passi

    La decisione di cambiare la propria taglia di seno deve essere presa in piena consapevolezza, così come l’esperienza chirurgica dovrà essere vissuta nel migliore dei modi. Ecco alcuni suggerimenti per un ingrandimento del seno soddisfacente sotto tutti i profili.

     

    1) Corretta informazione

    Più si conoscono le caratteristiche dell’intervento, maggiormente consapevole sarà la scelta di ricorrere alla chirurgia. Il colloquio preliminare con il chirurgo estetico dovrà servire a chiarire qualsiasi domanda, dubbio e curiosità nonché a mettere in luce eventuali limitazioni e complicanze relative alla chirurgia.

    2) Programmazione accurata del seno

    Prima di sottoporsi alla mastoplastica additiva, viene eseguita una precisa misurazione del seno, ed in particolare vengono rilevati i seguenti dati:

    *      Distanza tra capezzolo e capezzolo

    *      Distanza tra capezzolo e fossetta giugulare

    *      Distanza tra solco mammario e mammelle

    *      Distanza tra capezzolo e solco sottomammario

     

    3) Scelta della protesi adatta

    Lo stesso tipo di protesi non potrà mai produrre su due pazienti diverse due seni esattamente uguali, così come una singola mammella non potrà – neppure con la chirurgia – mai essere identica all’altra. La scelta della protesi (spessore, diametro, proiezione, quantità di materiale in essa contenuto) é un passo particolarmente importante da stabilire in concerto con il chirurgo in modo da far combaciare le proprie aspettative con gli effettivi risultati che si possono raggiungere.

     

    4) Scelta della tecnica adatta

    L’introduzione della protesi può avvenire attraverso tecniche diverse, stabilite dal chirurgo in base al caso specifico. Le protesi al seno possono essere inseriti attraverso un’unica, piccola, incisione nella piega sottomammaria; ma si può incidere anche lungo il bordo inferiore dell’areola oppure sotto le ascelle (creando poi una sacca per l’inserimento dell’impianto), limitando in ogni caso la visibilità delle cicatrici. Le incisioni vengono praticate in riferimento al posizionamento della protesi, che può avvenire in sede retromammaria o dietro il muscolo pettorale. Una variante a questa alternativa viene adottata in caso di seno ptosico (rilassato): inserendo l’impianto parzialmente dietro il pettorale – fa presente lo specialista –  il risultato apparirà più naturale ed il seno verrà collocato ad un’altezza ideale.

     

     

  • Rinoplastica: Scultura del naso

    Rinoplastica: Scultura del naso

    Lungo, aquilino, greco, a patata…il naso sta sempre in primo piano nel nostro viso e nella nostra vita: condiziona la bellezza e l’armonia dell’insieme e la sua forma influisce nel nostro star bene con noi stesse. Un tempo alla parola “rinoplastica” il pensiero andava all’immagine di un nasino artificiale, finto e senza personalità e la paura dell’intervento dissuadeva anche i più “nasoni”. Grazie alle tecnologie di ultima generazione, oggi la rinoscultura è un intervento semplice e di notevole effetto estetico. E la parola d’ordine è …naturale armonia delle proporzioni!

     

    Rinoplastica: Evoluzione della tecnica

    Un tempo non vi erano grandi alternative. I nasi ritoccati dal bisturi risultavano praticamente identici, come usciti da una catena di montaggio. Belli, senz’altro, ma visibilmente artefatti e non sempre adatti alla fisionomia della persona. All’era dei nasi “in serie” si sostituisce oggi l’era della personalizzazione, ovvero di un rimodellamento su misura del naso, progettato dopo un accurato studio del viso e di quei parametri che completano al meglio l’identità del paziente. L’obiettivo della moderna rinoplastica non è quello di ottenere un naso bello fine a sé stesso, ma di raggiungere un ideale rimodellamento del naso, che risulti in armonia con il resto dei parametri facciali e che non ne stravolga la fisionomia.

    Naso bello = naso armonico

    Un buon rapporto tra unità estetica della punta ed unità estetica del dorso. Questo è il parametro di un naso davvero regolare, che è sinonimo di bellezza per i canoni estetici di tutti i tempi. La presenza o l’assenza di tale regolarità è la prima cosa che notiamo quando ci troviamo di fronte ad un viso e non a caso è proprio la rinoplastica l’intervento di chirurgia estetica più richiesto. Perché è preferibile avere un naso normodimensionato, solo per una questione di estetica? Niente affatto: anche per una questione di luci ed ombre. Un naso regolare mette maggiormente in risalto le caratteristiche del resto del viso. Un naso è bello insomma quando passa quasi inosservato.

    La rinoplastica deve personalizzare il risultato

    Per individuare il tipo di operazione adatto alla persona vengono valutati diversi fattori. Primo tra tutti la proporzione tra i diversi piani che compongono il viso: fronte-occhi e bocca-mento. Poi bisogna tenere conto  anche di tutta una serie di fattori individuali come l’età, il sesso, la struttura ossea, il tipo di pelle. Da non sottovalutare, poi, è la personalità del paziente: bisogna ricordare che l’intervento cambierà in modo permanente la fisionomia del volto. Un rimodellamento chirurgico ben riuscito, comunque, non deve stravolgere completamente il viso. La rinoscultura infatti non rivoluziona la struttura del naso, ma ne corregge le irregolarità intervenendo se necessario a riportarne le giuste proporzioni.”.

    La forma e le dimensioni del naso contribuiscono inoltre a marcare la mascolinità e la femminilità di un viso (pensate all’effetto di tali caratteristiche in sessi opposti!) La rinoplastica maschile tende al raggiungimento di un naso diritto, più virile, ben proporzionato agli altri due piani che compongono il viso. La rinoplastica femminile ambirà invece ad un risultato più delicato, intervenendo se è il caso sulla punta, proiettandola leggermente verso l’alto al fine di addolcire i lineamenti. Oltre al sesso, vengono  presi in considerazione altri fattori. L’età, in particolare, è un indice da non sottovalutare per la valutazione della capacità dei tessuti di modificarsi nel corso del tempo. Nelle ragazze, ad esempio, la forma del naso tende a cambiare nel corso degli anni; tenendo conto di tale tendenza, in alcuni casi si valuta necessaria una ipercorrezione del dorso nasale in senso concavo. Nei ragazzi invece, così come negli adulti, questo accorgimento non ha senso, e si procede solitamente con una riduzione volumetrica del naso, rispettosa dell’identità fisionomica.

    Rinoplastica: L’ intervento chirurgico

    Rispetto al passato, la moderna rinoplastica (oggi chiamata rinoscultura) ha decisamente migliorato il profilo non solo dei suoi pazienti, ma anche della tecnica chirurgica. Oggi il rimodellamento del naso si realizza in tutta mini invasività, in anestesia locale accompagnata da sedazione, riducendo al massimo il sanguinamento ed i tempi di guarigione ed azzerando il dolore post operatorio. Grazie all’apporto del laser ad anidride carbonica pulsato, il ritorno al sociale è pressoché immediato: asportata la mascherina contenitiva, a sette giorni dall’intervento, edema ed ecchimosi saranno appena visibili e potranno presto scomparire con un ciclo di linfodrenaggio manuale e della digitopressione. Tutti questi vantaggi rendono la rinoscultura più accessibile anche ad una categoria di pazienti (come i giovani e le persone con una professione “visibile”) che non possono permettersi lughe assenze dalle loro attività, vuoi per impegni di lavoro vuoi per immagine. La rinoscultura è insomma più rispettosa sia della fisionomia che dei ritmi di vita di tutti.

    La rinoscultura viene realizzata intervenendo esclusivamente all’interno delle narici.  Le cicatrici risultanti dall’intervento non saranno pertanto visibili e, considerata l’elevata vascolarizzazione della zona, i tessuti trattati guariranno rapidamente. Un vantaggio dell’odierna rinoscultura è la presenza minima od addirittura assente di ecchimosi e di gonfiore post operatorio.

    Cambiare in armonia. E’ questo in sostanza che si prefigge il nuovo intervento di rinoscultura. O meglio, GLI interventi di rinoscultura, dato che la metodica chirurgica cambia a seconda della dismorfia che si va a correggere.

    Rinoplastica: Dopo l’intervento

    Ad una settimana dall’intervento la mascherina contenitiva che proteggeva il naso dai piccoli traumi viene sostituito con una più piccola da portare per altri 7 giorni. Dopo ciò il paziente é pronto per affidarsi alle cure dell’estetista. Un ciclo di linfodrenaggio manuale aiuterà ad accelerare il processo di guarigione, favorendo il riassorbimento dell’edema e delle ecchimosi. L’estetista potrà inoltre istruire il paziente sulle tecniche di autodigitopressione, da praticare un paio di volte al giorno per incrementare lo scambio tra i tessuti. Altri consigli per un più rapido ritorno al sociale riguardano un ciclo di terapia laser, il dormire con due cuscini (in modo da favorire la circolazione) ed il divieto di esporre il viso al sole o alle lampade Uva per almeno 40 giorni e comunque non prima della completa guarigione. I risultati del rimodellamento saranno visibili da quasi subito anche se un migliore apprezzamento si potrà notare a 4-8 settimane circa dall’intervento.

     

  • Cresce la chirurgia estetica maschile

    Cresce la chirurgia estetica maschile

    La crisi c’è ancora ma la chirurgia estetica nel mondo maschile sta registrando una crescita a due cifre. Da una recente ricerca italiana si è verificato che gli uomini dimostrano un interesse crescente per il bisturi della bellezza. L’ aspetto estetico è sempre più importante per nella nostra moderna società. Essere belli non solo è un aspetto positivo nei rapporti interpersonali e con il sesso opposto ma è anche una chiave per approcciare più efficacemente il mondo del lavoro. Ma quali sono gli interventi di chirurgia estetica più richiesti dagli uomini?

    I top five dell’ estetica maschile

     

     1. La liposuzione

    La liposuzione è l’intervento che permette di rimuovere il grasso in eccesso posizionato in specifici settori del corpo. Per quanto riguarda gli uomini è molto richiesta la liposuzione all’addome, ai fianchi e al collo. Si tratta di una procedura relativamente veloce e dai risultati soddisfacenti. I pazienti che si sottopongono a questa procedura devono avere comunque una buona elasticità cutanea per assecondare il cambiamento del profilo.

    2. La ginecomastia

    La ginecomastia è quell’ inestetismo odiato dagli uomini che consiste nello sviluppo di un seno simile a quello femminile. I motivi per cui il seno maschile si formano possono essere diversi e il paziente deve approfondire la questione per assicurarsi che non ci sia una patologia alla base. Frequentemente si tratta di accumuli adiposi rimasti in sede dopo sbalzi di peso. In questo caso basterà aspirare il grasso e il petto tornerà alla virilità di una volta.

    3. Il lifting del viso

    Le aspettative di vita si allungano sempre di più e di conseguenza anche l’uomo sceglie di allungare la propria giovinezza esterna. In passato un uomo di 60 anni si poteva dire “di una certa età” mentre oggi, grazie alla medicina preventiva e grazie alla chirurgia estetica, può avere un aspetto giovanile. La procedura di lifting al viso consente di rimuovere la pelle in eccesso ed ottenere un viso fresco e più giovane.

    4. La rinoplastica

    5. L’ addominoplastica

  • Che tipi d’ inestetismi si possono correggere con la rinoplastica?

    Che tipi d’ inestetismi si possono correggere con la rinoplastica?

    Si sente parlare molto di rinoplastica come un intervento in grado di correggere tutti gli inestetismi del naso. Di fatto mi pare che ci siano tantissimi tipi di difetti al naso per cui probabilmente questa convinzione sia sbagliata. Corrisponde a verità che con questa procedura di chirurgia estetica si possono correggere tutti i difetti possibili? Scrivo perché il mio naso nella realtà è un catalogo abbastanza esaustivo dei difetti possibili: è lungo, storto, con il gibbo e la punta a patata. Ho speranze?

    La rinoplastica effettivamente è uno degli interventi più comuni al mondo ed è in grado di correggere – o per essere molto preciso – tentare di correggere un enorme numero di varianti. Alcuni inestetismi sono più semplici da correggere rispetto ad altri e conseguentemente la probabilità di ottenere un risultato favorevole e senza complicanze è molto elevata. Altri inestetismi sono più complessi, richiedono interventi più invasivi e sono soggetti ad una maggiore incidenza insoddisfazione in merito al risultato.

    Qui di seguito elenchiamo le tipologie di profilo più frequenti e le relative soluzioni:

    • narici larghe : ridurre la cartilagine alare
    • naso a patata : ridurre adiposità e porzione di cartilagine alate
    • naso a sella : innesto osseo per formare il dorso nasale mancante
    • naso grande : riduzione proporzionale di tutte le strutture anatomiche del naso
    • naso alla greca : formazione del giusto angolo del dorso nasale
    • naso aquilino : rimozione della porzione di dorso che forma il “becco”
    • naso deviato : diverse tecniche in funzione del tipo di deviazione
    • naso grosso : rimodellamento dell’ intera struttura nasale
    • naso lungo : riduzione della lunghezza del dorso e della cartilagine

    Come ogni intervento chirurgico, la rinoplastica è soggetta a rischi che possono essere di carattere biologico o estetico. Il paziente che si rivolge al chirurgo estetico deve essere messo al corrente delle caratteristiche della procedura, i rischi e le complicanze possibili in maniera tale che il candidato possa esprimere un consenso valido in merito all’ intervento desiderato.

  • Il mio problema è l’ addome adiposo!

    Il mio problema è l’ addome adiposo!

    Sono un uomo di 34 anno e vivo a Milano. Ore di palestre e diete che non finiscono mai! Questa è la mia vita da qualche anno a questa parte con il solo obiettivo di ridurre la quantità di grasso che ho attorno alla pancia. Ma l’ addome adiposo rimane li senza essere minimamente scalfito. Quale soluzione posso adottare per risolvere efficacemente questo inestetismo che non mi fa vivere in pace?

    Per rispondere alla sua domanda è necessario fare un po’ di anatomia. Gli accumuli adiposi sono formati da cellule adipose (adipocita) che contengono grasso. Quando una persona dimagrisce il grasso contenuto nelle cellule adipose si svuota mentre quando si aumenta di peso le cellule aumentano il grasso in esse contenute. Il primo punto fermo è che le adipocita in quanto “magazzino” non spariscono mai anche se dovessero essere svuotate completamente dalla dieta più ferrea. Continue reading “Il mio problema è l’ addome adiposo!” »

  • Rinoplastica senza chirurgia

    Rinoplastica senza chirurgia

    L’intervento di Rinoplastica è uno dei più diffusi al mondo. Correggere, infatti, le eventuali sproporzioni del proprio naso, sicuramente influisce in maniera determinante a donare bellezza all’intero volto. Un naso non bello, per quanto ci si sforzi di dire che ha personalità, è capace di rendere meno attraente tutto il viso finendo con il generare anche insicurezze nella persona che ha la sfortuna di averlo. Eppure, sono ancora molte le persone che hanno paura di rivolgersi al chirurgo plastico. A spaventare, secondo molti studi di settore, è soprattutto il bisturi, e il fatto che un intervento di tale genere viene visto come “senza ritorno”. Fermo restando che ci sarebbe da discutere su quanto un intervento di chirurgia plastica sia definitivo oggi, visto che il progresso scientifico permette nella stragrande maggioranza dei casi di effettuare operazioni di tipo secondario proprio per correggere eventuali errori del bisturi. Ma soprattutto, non è detto che se ci rivolgiamo a un chirurgo e facciamo presente i nostri timori, questi non sia in grado di offrirci una valida alternativa. Ad esempio per alcune tipologie di Rinoplastica è possibile intervenire senza bisturi. In che modo? Utilizzando dei filler riempitivi che possono riempire eventuali depressioni nella conformazione del naso, ma anche correggere la forma della punta. Si tratta di interventi non troppo invasivi, che consentono una elevata manipolazione dopo che si è inserita la sostanza filler veicolata dalla siringa. L’unico aspetto negativo è che solitamente, dopo un lasso di tempo più o meno lungo, si ha la necessità di procedere a un nuovo intervento dello stesso genere. Solitamente un filler per il naso è costituito da acqua e acrilico. Queste sostanze possono essere iniettate in diversi punti del naso: il dorso, le narici e la punta. Inoltre, per il piacere di tutti coloro che odiano le complicazioni delle operazioni effettuate con il bisturi, non c’è mai bisogno di anestesia totale, né è necessario un decorso post operatorio lungo con effetti secondari quali edema o cicatrici. Al massimo si renderà necessario qualche cerottino nella zona di iniezione per un giorno intero e potrebbe verificarsi un leggero gonfiore che è destinato a sparire in al massimo 3 giorni. L’aspetto estremamente positivo, poi è che con il filler, gli effetti sono evidenti da subito e non si devono aspettare settimane anche se restano invariate le accortezze da tenere nel post operatorio: ovvero prestare attenzione particolare alla zona trattata evitando traumi di ogni sorta. Capitolo prezzi. Per quanto riguarda i costi di questo tipo di intervento, diciamo subito che non sono elevati e vanno da un minimo di 700 euro fino a un massimo di 2000 euro. Anche in questo caso le cifre variano a seconda della struttura in cui si effettua il filler, del chirurgo o medico estetico che effettua il trattamento, e in base alla superficie che si rende necessario manipolare. Più essa sarà vasta, maggiori saranno le spese. Un’altra variabile da tenere in considerazione, è data dal numero di sedute necessarie, visto che non sempre è possibile risolvere il problema estetico con un’unica iniezione.

  • Ginecomastia: Il seno dell’ uomo

    Ginecomastia: Il seno dell’ uomo

    Con il termine “ginecomastia” si è soliti comunemente definire la smisurata sporgenza del seno dell’uomo , ma è giusto sapere che questo inestetismo può avere diverse derivazioni e relative modalità di soluzione diverse. La ginecomastia vera e propria determina l’eccessivo sviluppo della ghiandola mammaria nella pubertà e può segnare anche fisici asciutti e scolpiti, poiché quando si tratta di ghiandola, non vi è dieta o attività fisica che possa essere efficace . Si definisce ginecomastia falsa, invece, quando a comportare la protuberanza del seno è un accumulo di adipe che può essere congenito o derivare da un sovrappeso o sbalzi di peso. Continue reading “Ginecomastia: Il seno dell’ uomo” »